I messaggi di Gennaio 2009

20 Gennaio 2009

Presidente, compisca un altro miracolo (cit.)

Sottotitolo: Ho il brutto vizio di considerare gli italiani un popolo di semianalfabeti, peccando così di imperdonabile ottimismo.


A me il calcio come sport piace. Mi piace giocarlo e guardo le partite con piacere. Sono invece lontanissimo dal tifo fanatico (pur conservando simpatie milaniste mi vanto di tifare per il bel gioco) così come dal gossip pallonaro. E ci mancherebbe. Mettiamola così: la mia passione dura gli effettivi 90 minuti, poi non me ne può fregare di meno del calciomercato né di quanto guadagna Ronaldinho o di chi si scopa Adriano. Ho solo qualche senso estetico sensibile alle performance sportive (non solo quelle pallonare,eh?) e così mi piace vedere qualche bella giocata decontestualizzata da tutto ciò che c'è dietro, che è uno schifo a tutti i livelli e in quasi tutti gli sport. Tuttavia, benché abbia provato a fare orecchie da mercante, non ho potuto proprio evitare il bombardamento mediatico circa il caso Kakà. Kakà, giocatore simbolo del Milan, è il capriccio manifesto di uno stramaledetto sceicco ricchissimo sfondatissimo, presidente del Manchester City, una squadretta che galleggiava tra la Premier League e la Firts Division ed è diventata, per sua fortuna o suo malgrado, il nuovo giocattolo di questo nababbo saudita. Il quale ha cominciato a fare proclami in grande, a comprare nomi che fino al giorno prima una squadretta paragonabile al nostro Empoli se li sognava (Robinho) insomma, ha cominciato a fare l'Abramovich new edition, solo più ricco e ancora più strafottente. E più abbronzato, ovviamente.
Ma stavolta si è superato: 100 e rotti milioni di euro netti al Milan per assicurarsi Kakà. Una cifra esorbitante pure per lui. E visto che al confronto di questo qui Berlusconi è una specie di clochard l'affare pareva fatto: il Milan non poteva trattenere un giocatore che andava a guadagnare il doppio del suo attuale stipendio.
Fu proprio in quel momento che un dubbio comincia a balenarmi in testa: ma non è che è tutta una cazzata? Pure lo sceicco lo saprà che in campo si gioca in 11, tutti quei soldi per un giocatore che da solo comunque non farebbe fare il santo di qualità a una squadra che rischia tuttora la retrocessione è da folli...
E giustappunto, una prima mezza conferma a quelle che erano solo mie congetture, arrivano dall'"Observer", giornale britannico che scrive:
"L'intera storia sarebbe stata montata da Silvio Berlusconi per avere un positivo ritorno di immagine una volta che il trasferimento non si fosse concretizzato e che Kakà fosse così rimasto a San Siro, visto che il primo a parlare di un'offerta di 110 milioni di euro è stato proprio il sito della società rossonera. "Le cifre riportate dalla stampa riguardanti l'ingaggio di Kakà sono totalmente irrealistiche- ha spiegato da Abu Dhabi l'anonimo consigliere dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan - . In realtà, si parla di un'offerta più vicina ai 55 milioni di euro. Cento milioni sarebbero davvero una cosa ridicola e, allo stato attuale del mercato, come potresti avere un ritorno, dopo una spesa simile?"
55 milioni...tanti,tantissimi, uno schifo, ma se rapportati all'altrettanto schifoso mercato dai calciatori è una cifra che ci può stare, e anche una cifra a cui il Milan può, e così ha fatto, dire di no.

Ma Berlusconi non è un fesso (ahinoi), sa bene che tra la religione e il calcio il vero oppio dei popoli è quest'ultimo, in accordo con Chilavert e con buona pace di Marx.
Abile come nessun altro a capire e sfruttare le bassezze del popolo ital(id)iota ha portato avanti un'operazione degna dei migliori totalitarismi: ha distolto l'attenzione dalle porcate del governo, ormai in procinto di venire finalmente a galla non solo tra i non imbecilli con un affare di calcio mercato...con una cazzata,insomma!
Non so se vi rendiate conto della porcata tremenda sottesa a tutto questo: ormai l'Italia è da decenni la patria del "panem et circenses", ma qui siamo di fronte a uno stadio perfezionato.
Mi spiego.
Le varie -qualcosa-ine sculettanti, i reality, il gossip che il Berlusca ci propina da sempre, servono a far decadere la capacità critica critica della gente, confusa e felice davanti alle tette della puttanella di turno.

L'arte "commerciale", la possibilità di acquistare beni materiali, sono tutti  utili narcotici per far sprofondare le masse in uno stato di stupida contentezza, privando le stesse di uno sguardo lucido e critico sul mondo. Riducendo così il livello artistico alla semplicità minima, il capitalismo e la conseguenza folle corse al consumo garantisce una continua degenerazione e pauperizzazione dell'arte e della società in generale.
Queste sono più o meno parole di Trotskij.

Ma è anche vero che quello era il solito communista disfattista, capostipite del partito dell'odio, perché alla faccia sua e di chi ce vò male Kakà è rimasto a facce sognà! Sò soddisfazzioni!

Sta di fatto che da qualunque parte la guardassi, mi pareva sì un' abile mossa pubblicitaria, ma atta a incensare il Berlusconi presidente del Milan, non quello Persidente del consiglio. Al limite poteva essere un buon "narcotico",appunto, che serviva solo a distogliere l'attenzione della gente da fatti ben più gravi e urgenti.
Invece, duole diro, ma siamo governati da un genio che conosce ogni minima cellula bacata di ogni singolo italiano. Stamani, come spesso faccio, vado a farmi due amare risate sulla bacheca facebookiana dei fans di Berlusconi, e sono rimasto di sasso.
La morale dei diversamente alfabetizzati sostenitori è questa, a quanto leggo: uno che è riuscito nella grande e temibile impresa di trattenere un calciatore, figuriamoci se non è in grado di risollevare le sorti economiche del Paese! Tzé, ce mette n'attimo! 'L tempo de 'na pugnetta!
E purtroppo carta canta.
Qui sotto riporto qualche messaggio scritto proprio stamattina
Per la cronaca ce ne sono centinaia, ne ho solo preso qualcuno a caso:



Giuseppe Olivieri ha scritto
alle 13.00

cosa vi avevo anticipato nei miei post precedenti????
alla fine il Presidente ha fatto la scelta migliore.
Ora pensiamo alla politica. insieme a Lui anche noi dobbiamo sentirci responsabili della missione di Governo di questo nostro PAESE.
.....e andiamo avanti....

 

Andrea Fanigliulo(Italy) ha scritto
alle 11.36

Buon giorno caro presidente,Sono il giornalista Andrea Fanigliulo.suo grande fan personale (politico,imprenditoriale e calcistico..ahh, ancora 1000 grazie per ieri sera e per Kakà..ancora una volta il suo intervento è stato decisivo e fondamentale proprio come lei!!).


 

Cristiano Benpensate(Italy) ha scritto
alle 10.36

Ottavia ma perchè ci prende per il culo? Pensi che il calcio non sia una cosa importante? e poi perchè c'è conflitto d'interessi? Pensi che lui abbia avuto un solo voto perchè possiede il Milan o 3 televisioni? O pensi forse che abbia approfittato in qualche modo della sua posizione per sistemare i suoi affari personali?

Sie i soliti comu

 

Davide Cocco ha scritto
alle 10.28

Dott. Berlusconi Grazie per aver fatto restare Kaka al Milan lei si che è uno dei pochi uomini ad avere ancora dei valori nella vita!Adesso però compisca un 'altro miracolo ovvero, quello di risollevare la nostra economia.Cordialmente la ringrazio distinti saluti, buon lavoro


Buon lavoro pure a te, và, almeno la smetti di scrivere cazzate.



Ma l'arbitro quando cazzo fischia la fine de 'sto scempio?

 
15 Gennaio 2009

I p.r. sono un po' scarsi, ma dice che il locale è ganzo!


         Stamattina mi danno questo volantino:


               


 
 Bon, c'è da dire che il prodotto è perfettissimo dunque anche se la pubblicità lascia un po' a desiderare sti cazzi...



 
07 Gennaio 2009

Graham Greene, la mia cattiveria e gli scatti sbagliati di Vintageisgood, non necessariamente in quest'ordine

Sto gironzolando sulla rete da una mezz'ora, la pausa studio doveva durare molto meno, giusto il tempo di una sigaretta (tempo indicativo, ché ho smessoU.U), ma sti cazzi, la giornata è ancora lunga. Voglio un po' informarmi su casa cazzo stia esattamente succedendo a Gaza, e non è roba di 4 minuti, se non ti accontenti dell'informazione da TV. -Non voglio scriverci un post, non ci penso proprio-, tra me e me...non frega un cazzo a nessuno del mio parere su quella che è una barbarie lampante come pochissime altre. E' come dire che Hitler era uno stronzo, Costanzo un viscido o Belen Rodriguez una fica. Inutile, è sotto gli occhi di tutti.
E poco prima di tornare alle sudate carte, armeggiando su Facebook, proprio un minuto fa, mi sono imbattuto nella lista dei 10 libri più belli letti nel 2008 da un mio caro amico, Giorgio. Tra gli altri, c'era "In viaggio con la zia", di cui riportava un brevissimo estratto che mi ha sconvolto la giornata, da più punti di vista. 


"Una volta ho visto un topo,nel mio giardino.[...]
Se ne stava immobile,in un'aiuola,per non farsi notare.[...]
Senza pensarci,gli tirai un sasso.Lo avevo mancato,e mi aspettavo
di vederlo fuggire di corsa,invece si allontanò zoppicando.
Doveva avere una zampa rotta.Si diresse molto lentamente verso un buco nella siepe.
A un certo punto,si fermò,esausto,e girò la testa a guardarmi,
con una tale aria da reietto,che mi fece pena e non me la sentii di tirargli altre sassate.
Poi preseguì zoppiconi verso un buco e vi si infilò.
Nel giardino adiacente c'era un gatto,sicché sapevo che non avrebbe potuto scamparla.
Ma c'era una tale dignità in quel suo incamminarsi verso la morte,
che per tutta la mattinata mi vergognai di me stesso."

Inquietantemente speculare a ciò che è successo a me, non più di 4 mesi fa. Io abito in aperta campagna, e non ho paura dei topolini,affatto. In realtà non ho paura né mi fa schifo nessunissimo animale, eccetto le locuste quelle giganti (dinanzi alle quali divento una checca isterica), che però rientrano più nelle creature demoniache che nel regno animale, per come la vedo io.
Sta di fatto che dovevo andare nella casetta degli attrezzi a prendere una pala, ché uno dei miei due simpatici cagnolini, Lara e Yuri, aveva lasciato un altrettanto simpatico ricordo in mezzo al piazzale. Come vado ad afferrarla, un topo di quelli piccolini si arrampica  per il manico, passandomi sopra una mano per poi lanciarsi a terra e cominciare a scappare. Non ho paura dei topi, dicevo, ma non me l'aspettavo, il roditore maledetto m'ha fatto prendere un colpo!
Lui intanto, con ogni probabilità ben più spaventato di me, è già lontano...inconsciamente, senza avere la benché minima intenzione di fargli del male, gli butto addosso la pala, ancora non so perché. E' a 7-8 metri da me, è un animaletto agile per eccellenza e una pala va bene per colpire un essere umano, un gruppo di esseri umani (I gemelli diversi, possibilmente), non una cosa minuscola.
-Volevo solo spaventarlo.-
Decapitato. La pala, di taglio, andò a finirgli proprio sul collo.
Credo che, con le dovute proporzioni, sia più semplice vincere al superenalotto.
Mi sono vergognato come un ladro. Credo che avrei pianto su quel corpicino, se solo ne fossi capace. Il senso di colpa più grande di tutta la mia vita, visto che io nemmeno da piccolo ero uno che maltrattava gli animali.
E quelle righe, lette poco fa, mi hanno fatto riaffiorare questa orribile sensazione, le sensazione di chi ha commesso in maniera del tutto gratuita una terribile cattiveria, nei confronti di una creatura incapace di difendersi da sola.
Ho Cominciato a realizzare che un essere debole e indifeso, -la cui unica colpa è quella di non essere stato troppo accorto nella scelta dei genitori, come dice Gusualdo Bufalino-,  non solo deve passare tutta la vita nel terrore, stando in guardia ogni momento, cercando di non fare incazzare chi è forte e potente, ma deve anche badare a non finirgli casualmente tra i piedi, perché quello, se vuole, ti uccide senza motivo.
E' una vita di merda, davvero.
Mai la differenza tra vittima e carnefice si palesa come quando la parte del debole è recitata da chi non sa e non può difendersi.
Gli animali, dunque...e i bambini.
Ero già abbastanza sconvolto, poi ho letto il post di Vintageisgood. Retorico o no, a mio avviso non conta, non è importante, forse lo sono anche io.
Io credo che lo sguardo del topino, reietto ma pieno di dignità, triste, disilluso, tipico di chi si avvia a conoscere inesorabilmente la morte, magari per decapitazione solo per aver "invaso" ciò che i forti e potenti hanno deciso non esser suo, senza interpellarlo, sia esattamente quello di quei bambini.
E sono ancora più amareggiato, ché se l'equazione è giusta, io sono un fottuto potente israeliano.


                               

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