16 Novembre 2011

Io,l' arte e i poster di velluto

In generale, per quanto amiamo riempire la nostra bocca (e i coglioni del prossimo) di paroloni tipo “impoverimento dell’offerta culturale”, “imbarbarimento della società”, “depauperamento delle Università” o ancora “Barbara d’Urso”, in realtà siamo lontanissimi dal renderci veramente conto di ciò che ci accade intorno. Esistono intere categorie di essere umani, spesso a noi coetanee, delle quali non sospettiamo neanche l’esistenza. O meglio, io non ne sospettavo l’esistenza fino a qualche mese fa, prima, cioè, di andarmene a lavorare per qualche tempo in un negozio/galleria di stampe e quadri, roba di valore modesto, ideale per chi non capisce una mazza di arte ma vuole ben figurare coi parenti che vanno a veder la nuova casa il giorno delle sue nozze. E mi si è aperto un mondo. Qui sotto riporterò una serie di aneddoti che ho vissuto in prima persona, davvero.

Scena 1: Anziana e cordiale signora, guardando una stampa: -Belli questi angioletti, belli proprio.-
Io: -Beh, sì, signora, sono un dettaglio della Madonna Sistina, di Raffaello…-
Anziana e cordiale signora: -Raffaello, eh? Ma Raffaello andrà bene per la tromba delle scale?-

Scena 2:
Giovane coppia: -Bello questo! Ma cos’è?-
Io: -E’ una riproduzione de “Il Bacio”, di Klimt.-
Giovane coppia: -Proprio bello, però non mi piace il fondo oro. L’artista ce lo potrebbe fare lo stesso quadro con il fondo nero? Sa, abbiamo il muro grigio-.

Scena 3:
Giovane sposino: -Bello questo, me lo spiega?-
Io: -Beh, è un astratto decorativo, non c’è molto da dire, se non che la nostra artista ha pensato di dipingerlo con un impasto fortemente materico che come vede è di grande suggestione.-
Giovane sposino: -Ah, il vostro artista lavora a Matera?-

Scena 4:
Donna di mezz’età: -Buongiorno, cerco una riproduzione della ballerina di DegaR.-
Io, soprassedendo: -Eccola qua, ne ho molte versioni-.
Donna di mezz’età: -No, guardi, qui c’è scritto Degas, io cerco proprio DegaR-.

Scena 5:
Uomo sulla quarantina: -Buongiorno, cerco un bellissimo poster di velluto nero con su un lupo che ulula, ce l’avete?-
Io: -…-

Scena 6:
Ragazza ventenne: -Buongiorno, cerco “l’Ultimo Bacio” di Klimt
Io, sorridendo: -Di Muccino-?
Ragazza ventenne: -No, no, proprio di Klimt! Come, lei lavora qui e non conosce Klimt?-

Scena 7:
Uomo che deve ritirare una bellissima stampa serigrafica che rappresenta uno studio d’arte africana di Modigliani: -Buongiorno, sono venuto a prendere il quadro coi negri-.

Scena 8:
(Premessa: il negozio si chiama Imago, e il nome campeggia su tutti i cartellini delle opere esposte.)
Bimbo accompagnato dal padre, davanti a “I Girasoli”: -Papà, papà, quello è Van Gogh!-
Padre, severo: -Shhhh!-
Bimbo: -Ma papà, guarda che bello, è Van Gogh!-
Padre, arrabbiato: -Ma la smetti di farmi vergognare? Non lo vedi il cartellino? E’ un quadro del MAGO, quello!-


 

-Fin-



Ps. Da oggi, se proprio non avete un cazzo da fare o se mi trovate tremendamente sexy, io mi trasferisco qui

 
16 Marzo 2011

Circa l'orgoglio e l'identità nazionale

Se sei un coglione, l'appartenere alla stessa terra di Leonardo da Vinci, di Garibaldi o di Maccio Capatonda non migliorerà la tua situazione.

 
14 Marzo 2011

Il comuleghista


A me l'antiberlusconismo sta profondamente sulle palle. Perché è un ottimo sistema per evitare di guardare le magagne che ciascuno ha in casa, e piuttosto che permettere lo sviluppo di una reale coscienza critica, butta tutto in caciara, additando il cattivo di turno, quello "diverso" da Noi, Gli Illuminati (col petrolio di Soros), Il popolo viola, I Travaglini e in definitiva tutti i berlusconiani che per qualche ragione non votano Berlusconi, come invece dovrebbero, a rigor di I.Q. Ecco, in Umbria, terra nella quale mi trovo attualmente e che adoro, questa è la specie che va per la maggiore. In Umbria sono tutti di sinistra, dal primo all'ultimo. Giovani, vecchi, uomini e donne, tutti. In realtà, come è provabile empiricamente, un normale ometto del perugino ha lo stesso identico bagaglio culturale di un pari grado viterbese, solo che uno vota Sinistra e Libertà, l'altro La Destra. E' il contesto l'unica differenza, la rassicurante omologazione di pensiero che permette di farsi i bocchini a vicenda al bar, constatando quanto "Noi abbiamo ragione", e che permette anche, a tutti, di evitare di sbattersi per farsi una propria coscienza politica, che magari rischierebbe di compromettere le relazioni sociali fino ad essere additati come "il diverso", "il farabutto", "il fascio", "la zecca" e così via. Se uno non ha la voglia o le capacità di informarsi, finirà col credere ciecamente all'unica campana che sente da decenni. A Perugia rintocca al ritmo di "Bella Ciao", a Viterbo di "Giovinezza". Io, negli ultimi anni, ho vissuto in maniera un po' zingaresca tra le due realtà, e ho sempre trovato molto interessante, da un punto di vista sociologico (etologico, anzi), imbattermi  nel fascista viterbese pieno di pietà per le sorti degli operai Fiat, così come nel comunista perugino avvelenato con gli immigrati, che urla a gran voce la necessità del rimpatrio immediato per tutti. Chiaramente, per quel che vale, continuo a preferire l'ignorantone perugino, che (inconsapevolmente, a mio avviso) in cabina elettorale fa meno danni, ed è proprio in virtù di questa maggior sintonia che nulla poteva intristirmi più di quel che ho sentito con le mie orecchie proprio ieri sera.
Ero ad Assisi, con la mia ragazza, a salutare una nostra cara amica (una comunista umbra, ma di una sottospecie rara, quella consapevole), che parte alcuni mesi per una missione umanitaria nel posto più pericoloso della Terra (e questo basti a garanzia). La madre, altrettando comunista ed altrettanto consapevole, è una maestra delle scuole materne, una di quelle che ogni giorno fanno a cazzotti (lottano contro i mulini a vento, è meglio dire) con un governo e una società che svilisce sempre di più la Scuola Pubblica e che la costringe, tra le altre umiliazioni quotidiane, a comprare la carta igienica per i bambini di tasca sua, o chiedendo piccole collette extra ai genitori dei piccoli (sic!).


Siamo nella ricca Umbria, non a Scampia


Parlottando del più e del meno, il discorso s'incanala sullo sdegno che hanno provocato in tutti noi le fresche dichiarazioni della Gelmini, intervistata pochi minuti prima dal solito inutile e smidollato Fazio. Purtroppo io stesso non riesco a eludere il rischio sopra esposto dello sbocchinamento orchestrato tra genii, e cominciamo a spalare merda sull'elettore berlusconiano medio (come se peraltro non ne avesse già abbastanza nel cervello), di come sia importante la resistenza di persone "come noi", di come l'ignoranza dilaghi ecc...la donna, a questo punto, credendo che anche per noi giovinastri presenti tutto si riducesse alla strenua lotta tra i Buoni e i cattivi, tra Noi e loro, mostrando una grande onestà intellettuale (oltre che due coglioni così, io al posto suo credo mi sarei messo a piangere) ci racconta un episodio capitato pochi giorni prima proprio nella sua scuola. Nell'ambito di una serie di progetti educativi piuttosto innovativi (laboratori creativi, corsi di lingua e di informatica per piccolissimi e tutta una serie di iniziative a mio avviso assai pregevoli) aveva deciso di proporre ai genitori dei bambini un piccolo corso di educazione motoria (ne ignoro i motivi, ma si sa che l'obesità è ormai una piaga che affligge l'infanzia), che gli stessi genitori avrebbero dovuto pagare, senza intaccare le misere casse dell'Istituto, che come ho detto prima servono per contingenze ben maggiori.
Avuto il placet in assemblea, è sorto ben presto il problema di 7 famiglie (di immigrati e non, tengo a specificare) particolarmente indigenti, che non potevano pagare le seppur piccola quota del corso (40 Euro, mi pare). La madre della mia amica, tuttavia, andando ben oltre il ruolo per il quale è (poco) pagata, è riuscita a convincere l'insegnante del corso (che peraltro pare si sia fatto persuadere con facilità, le cose belle è giusto sottolinearle) a prendere la quota da 20 bambini pur facendo lezione a 27. Tutto risolto e tutti contenti? Happy ending? Macché. I genitori dei 20 bambini hanno chiamato infuriati la direttrice dell'asilo urlando: "Quelli che non hanno pagato stanno fuori, staranno un'ora in un' altra aula da soli, che sarà mai? (bimbi dai 3 ai 5 anni). E' inammissibile! Se non hai i soldi stai a casa! Dica alla sua dipendente (la madre della mia amica) che si facesse i cazzi suoi e non si permetta di fare, coi nostri 40 euro ciascuno, qualcosa di diverso da ciò che abbiamo pattuito in sede di assembea!" Alla fine, coi genitori isterici e fermissimi nella loro posizione e la direttrice assolutamente dalla loro parte, non se ne è fatto più niente, visto che sia la madre della mia amica che l'insegnante di ginnastica si sono rifiutati di operare in un simile clima. Io non so immaginare nulla di più ripugnantemente razzista di questo, che sembra la classica trovata di un pazzo di sindaco veneto, roba da leghisti, senza dubbio. Invece fatti simili capitano a Perugia, nella rossa Umbria, in un ridente asilo pubblico, e c'è da mettere la mano sul fuoco che per cinque settimi, almeno, quella gente vota a sinistra. Pensate di poter cambiare le cose con loro? Auguri.
Prima provate però a immaginare i discorsi che si fanno in quelle case e moltiplicateli per la capacità di assorbimento delle informazioni di un bimbo di quell'età; considerate che io ho 27 anni e ancora faccio fede ai fondamentali insegnamenti di quegli anni, non avendo mai, e dico mai, accettato alcuna caramella dagli sconosciuti!

Siamo nella civile Umbria, non a Treviso.

Tags: mestizia
 
05 Gennaio 2011

That's all, (bi)folks 2: La Befana

Sequel di questo post
(Che mi serva da lezione, uomini e donne sono uguali, non capiscono un cazzo nessuno dei 2.)



Oggi, verso l'ora di pranzo, riflettendo del più e del meno col pc sulle gambe e davanti al camino acceso, (leggi: valutazioni sull'opportunità di farmela addosso oppure alzare le chiappe dalla comoda e calda poltrona per andare a poggiarle su una gelida e dura ciambella del water) un deprecabile link facebookiano dedicato alla festività di domani, m'ha dato lo spunto per un banalissimo status che recitava così:

Non vedo l'ora di sbellicarmi con le trovate geniali e mai scontate di qualche buontempone, che domani non perderà occasione di dare della befana a qualche povera malcapitata.
Exempla:
"Oh, e che stai a fa su Feisbuc? I bambini ti aspettano, ahahahahahahah!!!"
"Oh, eppure sapevo che la befana era vecchia, invece c'ha 25anni, ahahahahahah!!!"
Uomini, veramente, non fatemi ulteriormente vergognare di appartenere a questo disgraziato genere.


Ecco, come anche un fallomarmocchio di legno potrà realizzare, ingenuamente imputavo al genere maschile la pressoché completa responsabilità per tutte le battute squallide che si sentiranno domani. Coglievo inoltre un piccolo e singolo fatto particolare che valeva per l'universale: a mio modesto (e poi manco tanto) parere, gli uomini riescono a toccare vette di tristezza nel cercare un approccio "simpatico" verso l'altro sesso che non ha eguali tra le tettemunite, vuoi anche perché la fame di altrui organo genitale non è minimanente paragonabile e si sa, il bisogno è nemico della razionalità e della ragione, e, come è altrettanto noto, il sonno di quest'ultima genera mostri. Tuttavia, mentre il più delle volte le ragazze oggetto di attenzioni sì grossolane si limitano a delle risatine neutre o, come farei io, ad ignorare completamente il poveraccio che spera di utilizzare orride freddure come le soprastanti al solo fine di farsi la ragazza, ciò che non avevo considerato e, come un monito a memoria perpetua mi si è palesato in tutto il suo orrore giusto poche ore dopo la status, è una categoria di donne a dir poco repellente: LA DONNA DEGNA SPALLA DELL'IDIOTA DI TURNO. 
In qualcuno dei miei vecchi post, tra cui quello linkato, ho speso molte parole per sottolineare la fondamentale importanza della spalla idiota nelle mirabolanti gag che il simpaticone di paese ama raccontare per il sollazzo degli avventori (e la disperazione tua, NdA). La degna spalla offre continuamente il destro al mattatore per inanellare una serie di battute in grado di mandare in visibilio l'intero tasso d'analfabetismo di un bar della provincia laziale, mica cazzi! La degna spalla è un mattatore mancato; gli manca però quel carisma, quella capacità di gesticolare, quel modo farsesco e assai poco veritiero di ingigantire i fatti, di creare iperboli in grado si suscitare risa sguaiate e pugni sbattuti sui tavoli davanti all'ennesimo Camparino del giorno, e allora, con modestia, si accontenta di partecipare ai successi dell'amico, tanto non sarà mai come lui.
Ma veniamo ad oggi, vigilia della Befana: me ne vado tranquillo a comprare le sigarette da Carletto il tabacchino, una bella ragazza (pure!) è in fila davanti a me. Il tabacchino, di fronte all'innegabile avvenenza della giovane, se ne esce da par suo, attaccando bottone al fine di stenderla con la sua travolgente quanto sedicente simpatia:
"Oh, e che stai a fà ancora a spasso? Muoviti, che devi inizià il giro, sennò stanotte non finisci, ahahahahahahaha!"
Ed ecco l'irreparabile, la giovane, piuttosto che abbozzare un mezzo sorriso di cortesia, risponde così:
"Ahahahah, sì,sì, mo' comincio, e mi raccomando, eh? Non accendete il camino sennò mi brucio il culo, ahahahahahahahahah!"
Capirerete, a Carletto, mattatore di grande esperienza, non è parso vero e, completamente dimentico delle mie sigarette, rincara il tasso di genialità, già alla stelle:
"Ahahahahahahahah! Sì, sì, non ti preoccupà, il camino lo tengo spento, così mi ci sdraio dentro a fava fuori e aspetto che cali giù, ahahahahahahahahah!"
La giovane, apparentemente conquistata dalle mirabolanti battute del tabacchino si lascia andare:
"Ahahahahahahm sì, sì, ma guarda che vengo giù senza paracadute io, eh? O ci prendi al primo colpo o niente, ahahahahahahahahah!"
Carletto ha la bava alla bocca e comincia a spararle grosse:
"Ahahahahah, non ti preoccupà, che la mi' fava occupa tutto il camino, ahahahahahahah!"
La giovane ragazza, a questo punto, forse temendo di non riuscire a tenere il passo di un mattatore navigato come Carletto o più probabilmente realizzando finalmente di essere appena diventata materiale onanistico pluriennale per le torbide fantasie di un commerciante di mezza età del viterbese, si avvicina all'uscita con le sue sigarette, non senza lanciare l'ultimo geniale strale:
"Carlé, mo' controllo com'è il tuo camino, ché secondo me c'hai quello della casa de Barbie, ahahahahahahah!"
Carletto, punto nel virile orgoglio, a questo punto sposta il discorso altrove, visibilmente deluso, vista la piega che sembrava aver preso la discussione:
"See,see, tu non ti preoccupà e pensa a fà il rodaggio alla scopa...e mica solo a quella, ahahahahahahahahah!"
La ragazza esce, lui torna sulla terra e mi chiede finalmente cosa desideri. Compro le mie sigarette e esco, non senza un saggio ammonimento di Carletto: "Lo vedi? Le donne tocca falle ridere, hai visto con quella quanto c'è mancato?"
"Poco, Carlé, poco..."



 

 
27 Gennaio 2010

Il fosforo fa bene alla Memoria, deve essere per quello che gli israeliani amano riempirci le bombe

Voglio dire, gli israeliani tirano le bombe al fosforo per far sì che i Palestinesi non si dimentichino il Giorno della Memoria?
Io non sono nessuno per criticarli, ma non era meglio una curetta a base di pesce?

 
05 Ottobre 2009

La meglio gioventù (di sempre, aggiungo io)

Ieri sera stavo rispondendo alle domande dell'intervista che ho generosamente concesso a Mrlem (sì, non mi reputo interessante per un cazzo nemmeno io, ma vallo a dire a quella orrenda tarantola alfabetizzata, testarda come  un mulo) e mi rendevo conto come poche altre volte della vera e propria missione salvifica che esercita sui miei disgraziati neuroni l'ironia. Sì, l'ironia, pensateci, ha salvato molte volte anche voi. Voi o chi vi sta intorno. Come si può vivere nel paese della candidatura a nobel per la pace di Berlusconi, di Capezzone, di Maria de Filippi, di Vasco Rossi che riempie gli stadi, di Filippo Facci ed essere vivi e per giunta incensurati? Solo ed esclusivamente grazie alla capacità di ridere delle più basse manifestazioni dell'essere umano. Altrimenti ci si uccide, o si uccide. Ieri, grazie a questa sorta di seduta psicanalitica mi si è palesata davanti questa grande verità, in tutto il suo fulgore. Riflettendoci su, mi sono messo davanti ad una sfida, la seguente: c'è un limite a questa capacità di ridere (o deridere)? C'è un punto oltre il quale la rabbia, lo sconforto e l'amarezza soppianterebbero il mio perenne sorriso ebete stampato in faccia per lasciare il posto a un espressione incazzata e a abili mani da bombarolo che avrebbero fatto di me un novello Curcio? Esiste il non plus ultra della bassezza, davanti al quale anche lo stomaco più ferreo si sarebbe lasciato andare a conati forieri di miasmi intestinali? Insomma io ne ho viste molte, ho quasi ventisei anni e li ho passati tutti in Italia, non ho niente da invidiare a nessuno, quanto a subumani visti e conosciuti, ma notoriamente il peggio è come la stupidità umana, non ha fine, e assume sempre nuove sfumature. Allora ho deciso che era giunto il momento di affrontare la summa dello scandalo, la sintesi della disgrazia, l'apice de...l'apoteosi della schifezza, come Supermario che fa chilometri saltando sopra a dei funghi ed evitando uccelli ma poi deve fare sul serio, e gli tocca affrontare il mostro finale, per compiere la sua missione. Il succo è che esistono diversissimi livelli di capacità cerebrale, tra le persone, a cui purtroppo non corrisponde un altrettanto vario ventaglio di possibilità pratiche del pollice opponibile. Se uno è un emerito coglione dovrebbe almeno soffrire d'artrite, di modo da non dare una forma compiuta alla merda che gli gironzola indistrurbata nel cranio. Nel caso specifico, sarebbe giusto che una demente che si nasconde dai genitori in bagno per farsi foto vestita come Hello Kitty strafatta di acido dovrebbe perlomeno avere una fitta tremenda e paralizzante del nervo sciatico un momento prima di prendere in mano la fotocamera e immortalarsi in tutta la sua pochezza. In ogni caso, ne sono uscito benaccio. Sono rincuorato, ho scoperto che nulla può abbattermi o anche solo scalfirmi visto che ho riso come un matto dello scempio che vi mostro qui. Ho fatto un tuffo nelle tribù degli attuali adolescenti; bimbiminkia, emo, truzzi poser e P:gold, e questo è ciò che ho scoperto. Vi rispiarmerò qualsiasi morale bacchettona o anche solo qualsiasi tentativo di analisi sociologica, per lasciar quanto più spazio possibile a loro e allo spendore dei loro 12-18 anni. Credo di amarli.


 
Sbavo? Ma se hai la pelle tutta grinzosa! Cristo, hai 14 anni! Chi cazzo ti fotte che sembri una vecchia?



C'è un pokemon identico, Poliwrath



Sucami? O tempora! O mores!



Un nerd coi mutandoni del mercato, che ci sta sempre bene.



Queste tre sono geniali. Ma quella a destra si è cagata addosso?


Questo è la caricatura del tipo dei Dari, a sua volta caricatura di quello dei Tokio Hotel, il quale è
la caricatura di un essere umano.





Doverose precisazioni.

 
 


Doverose precisazioni #2



Abominevole. 14 anni.



AHAHAHAHAHAHAH, ma che cazzo è? Oh mio dio! Con quei baffi e quella posa le manca solo il
pallone sotto il piede per essere tale e quale a Bergomi versione '82.




Un bue muschiato dà sempre quel bel tono all'ambiente. Nella seconda foto sta leccandosi via dal
labbro la Nutella.





Questo si fa le foto nel cesso di una discoteca. Frequentassi le discoteche, un motivo in più per
andarci con la motosega nel bagagliaio.





Eh beh. 13 anni.



Qualcuno sa dirmi cosa sia il blob a sinistra? Da quando in qua le piante grasse hanno le ciglia? Rifatte, per giunta.


Una delle mie preferite! Signore e signori, Anna Pannocchia.


Ommioddio! Ma che cazzo è???




L'amministratore delegato della Stabilo Boss




Probabilmente i figli ideali.




Eh sì. Eccitante almeno quanto essere sovrastati da un avvoltoio dissenterico. 13 anni.



Una delle migliori. Il ragioniere quarantenne che di notte si trasforma nel mostro p:goldino.




Yo bro! It's mah fu***ng time to drink milk.



12 anni. Ha appena ottenuto un contratto di 5 anni come stagista alla Presidenza del Consiglio.


Il migliore, testa di scodella. Anche perché avrà 25 anni
suonati. Genio!



La morale, cavatela da soli. 

 
24 Settembre 2009

Siamo qui per te, Silvio Silvio grande è (cit.)

La storia della candidatura di Berlusconi al Nobel per la pace 2010 ormai è storia e già se ne è riso abbastanza. Per chi fosse così fuori dal mondo ecco il link ufficiale. Quel che è nuovo, e a mio avviso molto ma molto più divertente ancora nonché una vera chicca per gli amatori del trash è il fantasmagorico inno ufficiale della candidatura, ad opera dell'irreprensibile Loriana Lana, già valido aiuto di Al Tappone nel realizzare commoventi poesie da stendere sulle spumeggianti melodie di Mariano Apicella. Si intitola "La Pace può". Pare che quella birbona della Lana abbia cercato di tenera all'oscuro il nano da una simile opera apologetica, al fine di fargli un gradito regalo in occasione del suo settantatreesimo compleanno, martedì prossimo. Operazione fallita, in quanto quel foglio di carta così imbevuto di emozioni e sensibilità artistica non poteva restare confinato in un cassetto troppo a lungo, ma doveva essere donato alla collettività quanto prima, affinché tutti ne godessimo. Ora, basta parlare, ascoltate il video ma siate cauti. In basso riporto il testo integrale. Nient'altro da aggiugere, se non che erano più elaborate le rime degli "Sgorbions" (Tina Latrina, Giocondo Rubicondo, Gastone Bubbone, Lorenzo Fetenzo), rispetto a questa merda.

 

 




LA PACE PUO' di Loriana Lana

La pace può
ripeterò
queste parole senza smettere
E il vento penserà a diffonderle
e il mondo ascolterà
La pace può
guarda anche tu
lAbruzzo si risveglia incredulo
la neve e il sole
che sincontrano
e la tua mano è qua
Cè un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà

Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un' unica voce
Silvio Silvio grande è

La pace può
miracolo
la guerra è stata solo un incubo
voglio un abbraccio che sia unico
e dove sei sarò
Cè un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà

Siamo qui per te
cuore e anima
un Nobel di pace
Silvio grande è
Siamo qui per te
coro unanime
un' unica voce
Silvio Silvio grande è



Ma poi, perché cazzo appena si muove gli scrivono un inno ufficiale?

 

 

 

 
26 Giugno 2009

Ma il padreterno...

Non poteva prendersi quell'altro, di pedofilo di plastica?



 
23 Giugno 2009

Paratevi le chiappe, ragà...

      

Augusto Minzolini, neo-direttore del TG1 (???)              Franco Trentalance, noto sodomizzatore


Sconcertante, nevvero?

 
08 Giugno 2009

Berluscone, pènzece tu!

Come molti ormai sanno, vista la colonia di miei compaesani su questa piattaforma, il dialetto delle mie parti ha la tendenza a mettere la "E" in fondo ai termini maschili e plurali (Es.Le fiore, L'àrbere, Le pesce, ecc...)


Dopo questa necessaria premessa, voglio rendervi partecipi di un fatto troppo divertente: a Montefiascone, nella sezione del Municipio, il candidato BerlusconE (intendo dire schede con su scritto proprio il nome storpiato alla montefiasconese) ha preso qualche voto in più di Sinistra e libertà.


A me sta cosa fa veramente ammazzare dalle risate.

 
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